Rimini, uccide il suo Labrador a bastonate: indagato sessantenne

Un uomo di 60 anni è stato denunciato a Rimini dopo che l'autopsia ha rivelato che il suo cane non è morto per cause naturali, ma a causa di una violenta aggressione.
Un atroce episodio di maltrattamento animale ha scosso la provincia di Rimini, dove un uomo di 60 anni è stato formalmente indagato con l’accusa di aver ucciso brutalmente il proprio cane, un Labrador di dieci anni.. Le indagini, condotte con meticolosa precisione e concluse proprio in questi giorni, dipingono un quadro di violenza gratuita nei confronti di un animale che, data l’età avanzata, potrebbe essere diventato un impegno troppo gravoso per il suo proprietario.. L’intera
vicenda ha preso il via verso la fine dello scorso aprile, quando una segnalazione estremamente dettagliata è giunta alle guardie ecozoofile della provincia di Rimini.. Il corpo specializzato nella tutela degli animali ha immediatamente avviato gli accertamenti di rito, incrociando le informazioni ricevute con i dati ufficiali dell’anagrafe canina.. Grazie al microchip, gli agenti sono riusciti a risalire senza ombra di dubbio all’identità dell’animale e al domicilio del proprietario, presentandosi presso la sua abitazione per
verificare le condizioni del quadrupede.. Inizialmente, l’indagato ha tentato di sviare le autorità negando persino di possedere un cane.. Tuttavia, una volta messo alle strette dai riscontri oggettivi in possesso degli agenti, l’uomo ha cambiato versione, sostenendo che il Labrador fosse morto per cause naturali legate alla vecchiaia e di averne poi sepolto i resti nel giardino di casa.. Una spiegazione che non ha convinto gli inquirenti, i quali hanno ottenuto dalla Procura della Repubblica
l’autorizzazione necessaria per procedere all’esumazione della carcassa.. L’ispezione necroscopica affidata al servizio veterinario ha purtroppo confermato i sospetti più cupi.. L’autopsia ha rivelato che il decesso non è avvenuto per cause naturali: l’animale è stato ucciso da un colpo violentissimo sferrato alla testa, così forte da provocare la frattura del cranio e della mandibola.. Alla luce di queste prove schiaccianti, il sessantenne è stato denunciato alla Procura per l’ipotesi di reato di uccisione di animali..
Se le accuse venissero confermate in sede di giudizio, l’uomo rischierebbe una condanna severa, con una reclusione che può arrivare fino a tre anni e una sanzione economica pesante, quantificabile in una multa fino a 30.000 euro.