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Omicidio di Stefania Rago, la figlia: “Mio padre controllava la vita di mia madre”

A una settimana dall’uccisione di Stefania Rago a Foggia, la figlia Jessica parla di controllo e svalutazione. Lutttto cittadino per i funerali.

Un controllo diventato troppo pesante, fino a spezzare tutto: a una settimana dall’omicidio di Stefania Rago a Foggia, la figlia Jessica sceglie parole nette.

In un incontro con i giornalisti, insieme al fratello Michael, Jessica torna a descrivere la dinamica che, secondo quanto raccontato, avrebbe segnato la vita di sua madre.. Parole che, sul tema dell’omicidio di Stefania Rago, spingono a guardare con attenzione a segnali che spesso restano nascosti dentro le mura domestiche: “Il femminicidio non deve mai essere considerato normale”, dice.

“Una persona del genere non potrà mai essere perdonata”, afferma Jessica. Poi collega l’atto estremo al bisogno di dominio: “Uccidere significa voler avere il controllo totale sull’altra persona”. Per lei, non c’è spazio per alcun riavvicinamento.

Nel racconto della figlia, il controllo non era solo un modo di “vivere insieme”, ma un modo di decidere. “Controllava molto la vita di mia madre”, spiega, aggiungendo che, pur apparendo l’intento di garantirle autonomia, nella pratica non le sarebbe mai stato permesso di esserlo davvero.

Il quadro, secondo Jessica, si sarebbe composto anche di svalutazione. “La faceva sentire incapace, la buttava giù moralmente”, racconta, ricordando un passaggio in particolare: dopo esperienze lavorative e di studio, sua madre avrebbe smesso, perché aveva paura.

In questo contesto, le testimonianze dei familiari diventano un modo per dare forma a ciò che spesso resta incomprensibile fino al punto di non ritorno. Non si tratta solo di dolore: è una richiesta di consapevolezza, perché certe dinamiche non nascono all’improvviso.

Jessica parla anche di comunicazione difficile in casa. “La madre non si confidava. Era molto riservata. Forse voleva proteggerci”, dice. Eppure, anche i figli avrebbero percepito che qualcosa non andava: lei avrebbe risposto di stare bene, anche quando i motivi del turbamento erano visibili.

Secondo quanto ricostruito, c’erano stati già momenti in cui Stefania aveva chiesto il divorzio, ma la decisione non sarebbe stata accolta. “Lui era insistente”, sottolinea Jessica, ricordando che in famiglia si sperava comunque che le cose potessero cambiare.

Per Michael, i ricordi restano intrecciati con la ferita: “Ci ha lasciato forza e amore”, dice, raccontando che nella loro vita non sono mancati momenti di gioia, ma che soprattutto la madre ha dovuto reggere nel tempo dinamiche complesse.. Poi aggiunge che “nessuno avrebbe mai immaginato un epilogo così tragico”.

A Foggia, intanto, la città si prepara a rendere omaggio a Stefania Rago.. La sindaca Maria Aida Episcopo ha firmato il decreto per la proclamazione del lutto cittadino sabato 2 maggio, giorno dei funerali, con bandiera a mezz’asta, presenza del Gonfalone e iniziative simboliche, oltre alla sospensione delle manifestazioni ludico-ricreative programmate dall’Amministrazione.

Questo tipo di gesto pubblico, al di là del rito, serve anche a tenere alta l’attenzione sul rispetto della vita e sulla violenza di genere. E nel silenzio delle esequie c’è, inevitabilmente, il bisogno di non dimenticare e di farsi carico di ciò che non dovrebbe mai arrivare fino a questo punto.