San Marino, opposizioni contro il “Piano Parallelo”: blocca l’Accordo UE

Opposizioni in pressing: il “Piano Parallelo” e la Commissione d’inchiesta frenerebbero l’Accordo UE.
Il percorso di integrazione europea di San Marino finisce al centro di una tempesta politica che agita i palazzi del potere.. Nella giornata di oggi, giovedì 14 maggio 2026, i rappresentanti di Repubblica Futura, Rete e DOMANI Motus Liberi hanno convocato la stampa per fare il punto dopo le tensioni emerse in Consiglio Grande e Generale.. Al centro delle critiche non ci sono solo i recenti ostacoli diplomatici sorti a Sofia, ma un intreccio più
profondo che collegherebbe il destino dell’Accordo di Associazione UE alla Commissione d’inchiesta sul cosiddetto “piano parallelo”.. Nicola Renzi, esponente di Repubblica Futura, ha sollevato forti dubbi sulla strategia dell’Esecutivo, chiedendosi verso quale direzione si stia muovendo il Governo nel fare quadrato attorno al Segretario di Stato Beccari.. Secondo Renzi, esiste un evidente distacco tra l’azione governativa e la realtà internazionale.. L’esponente di RF ha inoltre contestato i criteri di proporzionalità scelti per la composizione della
Commissione d’inchiesta, suggerendo che le ragioni di tale scelta vadano ricercate nei recenti scontri verbali tra i consiglieri Zonzini e Venturini.. Ancora più duro è stato l’affondo di Rete, che vede l’accordo con Bruxelles seriamente compromesso.. Giovanni Zonzini ha tracciato una linea diretta tra le attuali difficoltà europee e un “sottobosco” di interessi legato alla Democrazia Cristiana.. Per Zonzini, la vicenda legata a Banca di San Marino, nata in specifici ambienti affaristici e sfociata in
scandali per tangenti, si è trasformata in un intrigo internazionale.. Il timore espresso da Rete è che queste dinamiche stiano mettendo a repentaglio un investimento politico durato oltre 15 anni, sacrificando l’integrazione del Paese sull’altare di interessi privati.. Dal canto suo, Fabio Righi di DOMANI Motus Liberi ha ribadito che la richiesta di dimissioni presentata nei confronti di Beccari non è un gesto provocatorio, ma un atto necessario per salvaguardare la reputazione di San Marino..
Righi ha respinto la narrazione di un Paese “sotto attacco” esterno, sostenendo che le criticità siano tutte interne e figlie di una classe politica superficiale o compromessa.. Sulla Commissione d’inchiesta, il leader di D-ML ha sollevato un interrogativo sulle tempistiche: se le indagini dovessero concludersi entro maggio, non vi sarebbe motivo di attendere settembre per renderla operativa, a meno che non si vogliano nascondere ulteriori ombre.. In chiusura, Zonzini ha accusato apertamente la DC di
voler posticipare l’avvio dei lavori della Commissione il più a lungo possibile, magari fino al 2027, con l’obiettivo di far calare il silenzio dell’opinione pubblica sulle responsabilità politiche legate all’acquisto di Banca di San Marino.. La conferenza stampa si è conclusa con un monito corale: mentre la politica discute di rinvii e procedure, il futuro internazionale della Repubblica resta in bilico.
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