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San Marino, l’Africa protagonista a Domagnano: dialogo e libro con Eva Crosetta

Venerdì 24 aprile, ingresso libero a Domagnano: presentazione del progetto “L’Africa chiama San Marino risponde” e incontro con Eva Crosetta sul viaggio a Kinshasa.

Domagnano si prepara a una serata dal respiro internazionale: venerdì 24 aprile alle 20.45, nella Sala Montelupo, sarà presentato il progetto “L’AFRICA CHIAMA SAN MARINO RISPONDE”.

L’appuntamento si terrà a Domagnano, nella Repubblica di San Marino, e racconta un’idea semplice ma tenace: valorizzare l’impegno delle realtà di volontariato sammarinesi e della Diocesi San Marino–Montefeltro in diverse parti del continente africano.. L’obiettivo, come emerge dalla proposta, non è soltanto quello di sostenere progetti già avviati, ma anche di far conoscere meglio i percorsi, le persone e le scelte che stanno dietro a ogni intervento.

Al centro del progetto c’è un lavoro costruito negli anni attraverso il supporto a iniziative nei campi educativo, sanitario e sociale, ma anche agricolo e lavorativo.. E non manca la dimensione delle emergenze: nei vari periodi, quando la necessità si è fatta più urgente, il sostegno non si è fermato.. In più, in diversi casi il progetto passa anche dalla presenza diretta di volontari, compresi giovani, che scelgono di mettersi in cammino con il proprio tempo e la propria disponibilità.

C’è anche un altro aspetto, spesso meno visibile ma decisivo, che la serata mette in chiaro: l’intercambio umano e culturale.. L’idea è che l’impatto non sia unidirezionale.. Se da un lato si sostiene chi vive nei contesti più fragili, dall’altro si costruisce conoscenza reciproca, un modo diverso di guardare al mondo.. Un filo che collega chi parte e chi riceve, chi opera nel quotidiano e chi prova a raccontare cosa accade, anche a distanza.

A dare un volto e una narrazione personale a questo racconto sarà la presentazione del libro “CHE COLPA NE HO SE SONO NATO IN CONGO ALL’OMBRA DI UN MANGO?. UN VIAGGIO TRA LE STORIE DELLE PERSONE CHE HO INCONTRATO IN AFRICA.” L’autrice Eva Crosetta sarà presente all’incontro, in dialogo con Silvia Pelliccioni, vicedirettrice delle testate giornalistica e radiofonica di San Marino RTV.. Il tema, però, non resta confinato alla carta: il libro prende spunto da un viaggio nell’estrema periferia di Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, dentro le opere della Comunità Amore e Libertà fondata da don Matteo Galloni.

Un viaggio, viene descritto, non solo fisico ma anche interiore.. Crosetta accompagnerà il pubblico nel suo percorso di conversione e fede, ma soprattutto nelle esperienze vissute nella missione di Kinshasa.. Non è una storia costruita per colpire con effetto speciale: la sensazione, nelle parole che vengono riportate, è quella di un contatto reale con le persone e con la loro capacità di andare avanti, anche quando la miseria è “nera” e il bisogno è evidente.

Quando si parla di dignità, in fondo, si parla di gesti concreti: a quanto racconta l’autrice, la cultura e la possibilità di studiare diventano una strada per cambiare il destino, non in modo astratto, ma attraverso scelte quotidiane.. In quel contesto, l’idea che la dignità sia più importante del pane restituisce una prospettiva che fa riflettere anche chi guarda da lontano.. E l’invito implicito della serata sembra andare in una direzione precisa: entrare in contatto con il bene per “resettarsi”, ridimensionare l’ordine delle priorità personali e riconoscere che nessuno si salva da solo.

L’evento è promosso dal Centro Sociale S.. Andrea di Serravalle e dal Circolo Don Elviro di Domagnano, con il patrocinio della Giunta di Castello di Domagnano.. La serata si svolge in collaborazione con il MONTEFELTRO (Periodico della Diocesi San Marino–Montefeltro) e con il patrocinio della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, gli Affari Politici, la Cooperazione Economica Internazionale e la Transizione Digitale.. L’ingresso è libero.

Per capire perché “L’Africa chiama San Marino risponde” trova spazio anche nell’agenda culturale locale, basta guardare al punto di intersezione tra solidarietà e racconto: una comunità che decide di sostenere progetti lontani, infatti, ha bisogno anche di narrazioni capaci di restituire senso.. Le iniziative come questa trasformano la distanza in relazione, e rendono più semplice per le persone partecipare, informarsi, magari anche farsi coinvolgere.. E se domani, nel dibattito, qualcuno uscirà con una domanda in più o con una consapevolezza diversa, sarà un risultato concreto: non solo un evento, ma un modo nuovo di guardare all’altro e al futuro.

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