Landini: la globalizzazione genera guerre e caos

Il segretario della Cgil Maurizio Landini critica il modello economico globale durante l'assemblea Fiom a Bari, lanciando una nuova vertenza nazionale.
BARI – Una critica netta al modello economico che ha segnato gli ultimi decenni, accompagnata da un richiamo forte al ruolo del lavoro e dell’industria nel futuro del Paese.. È questo il messaggio lanciato dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenuto a Bari in occasione della prima giornata dell’assemblea nazionale della Fiom.. Nel suo intervento conclusivo, Landini ha collegato gli attuali squilibri internazionali ai meccanismi economici che hanno caratterizzato gli ultimi 25 anni, indicando
nella globalizzazione una delle cause profonde delle tensioni geopolitiche contemporanee.. “Siamo di fronte al fatto che la cosiddetta globalizzazione che ha gestito i 25 anni che abbiamo alle spalle, oggi è la ragione del caos internazionale che si è determinato e anche del ritorno alle guerre”, ha affermato il leader della Cgil davanti alla platea dei metalmeccanici.. Il segretario ha poi spostato l’attenzione sulle ricadute che questo modello avrebbe avuto sul piano sociale e produttivo,
contestando una visione economica basata esclusivamente sulla competizione e sul libero mercato.. “Dal punto di vista sindacale, questa logica della competizione e del mercato libero è l’elemento che si è inserito dentro il modo di pensare non solo di chi ha vinto la lotta di classe ma anche di chi l’ha subita”, ha dichiarato.. Secondo Landini, le trasformazioni economiche degli ultimi anni avrebbero inciso profondamente anche sull’organizzazione delle imprese e sulle relazioni industriali, peggiorando il
rapporto tra produzione e lavoro.. Per il numero uno della Cgil, riportare industria e occupazione al centro del dibattito non rappresenta soltanto una battaglia sindacale, ma una scelta politica più ampia, legata al modello di sviluppo che si intende costruire.. “Oggi rimettere al centro il lavoro e l’industria non è solo una rivendicazione sindacale, ma ha un significato politico”, ha rimarcato, collegando questo obiettivo alla necessità di ridefinire gli equilibri di potere maturati negli ultimi
anni, dentro e fuori i luoghi di lavoro.. Nel suo intervento, Landini ha inoltre espresso preoccupazione per gli effetti che il contesto internazionale e le trasformazioni economiche potrebbero avere sulla tenuta democratica.. “La conclusione di questo processo di globalizzazione sta riportando alla guerra e sta mettendo in discussione il futuro delle democrazie come le abbiamo conosciute”, ha aggiunto.. Nel corso dell’assemblea è intervenuto anche Michele De Palma, segretario generale nazionale della Fiom Cgil, che ha
annunciato l’apertura di una nuova fase di mobilitazione sul fronte industriale.. “Con oggi si apre la vertenza nazionale dei metalmeccanici per il lavoro industriale”, ha dichiarato, indicando tra le priorità immediate il contrasto ai licenziamenti e alle delocalizzazioni.. De Palma ha richiamato esplicitamente la necessità di interventi urgenti nei comparti considerati strategici e nelle principali vertenze industriali aperte nel Paese, citando i casi di Electrolux, Stellantis ed ex Ilva.. L’assemblea barese diventa così il punto
di partenza di una nuova iniziativa sindacale nazionale che punta a riportare al centro del confronto il futuro dell’industria italiana e la tutela dell’occupazione.
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