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Brescia in semifinale: tre gol e padronanza a Casarano

I top e il clima Citazione non casuale perché l’esterno sinistro ha sfoderato una prestazione sopra le righe (ma in questa classifica entrano di diritto anche Silvestri – gigante dietro – e Mercati inesauribile) mettendo oltretutto lo zampino in ciascuno dei tre gol messi a segno in un «Capozza» ribollente (eppur corretto), ma che al Brescia ha fatto solo il solletico, mentre al contrario è stato il Casarano ad apparire sovraeccitato e non sufficiente lucido. Morale della favola: i pugliesi mercoledì sera dovranno vincere con

4 gol di scarto per togliere dalle mani del Brescia la semifinale contro Ravenna o Salernitana (ha vinto 2-0 la squadra di Cosmi, mercoledì gli emiliano-romagnoli dovranno fare almeno due gol per passare). Avevamo timore di un Brescia sotto ritmo dopo tre settimane senza gare ufficiali. Macché: intensità e padronanza (perlopiù dominio bello e buono) sono stati la specialità biancazzurra dal minuto uno di una serata indirizzata al 19’ da Balestrero – ma già prima c’erano state occasioni per Cisco, Crespi e soprattutto una enorme

per Marras – con uno splendido stacco aereo in terzo tempo su corner di De Maria. E poi confezionata, nel breve volgere di due minuti, nel secondo tempo – tra il 12’ e il 14’. L’autogol di Negro – palla sotto la traversa – ha mandato definitivamente in tilt i pur generosi uomini di Di Bari, messi in ginocchio da uno stop e girata spalle alla porta in mezzo all’area di Crespi innescato da Marras su azione partita da De Maria. Tutto molto bello in

un complesso diretto da Corini secondo quel 3-4-2-1 sul quale il Brescia ha costruito nuove certezze offensive conservando la sua forma solida: e se in trasferta il Brescia è la squadra che in stagione ha subito meno (9 gol presi) di tutta la C, qualcosa vorrà pur dire. Visualizza questo post su Instagram Vuol dire, tra le altre cose, che questa vocazione è quella che ha consentito al Brescia di reggere l’urto della reazione del Casarano a partire da poco oltre la mezz’ora del primo

tempo: quando gli uomini di casa – che hanno pagato anche la serata no del suo leader Chiricò (merito del Brescia) – hanno preso metri e coraggio trovando il sistema di attaccare i biancazzurri, complice un arretramento del baricentro e qualche preziosismo di troppo, in modo un po’ più lucido provando a puntare le proprie fiches sullo splendido 2007 Cerbone. Più fumo però che arrosto con Gori comunque ben presente. Nella ripresa Corini sceglie di abbottonarsi un po’: per esigenze dettate dalla dinamica della partita

e anche per l’ammonizione (larga) rimediata da Cisco. Un difensore per un giocatore offensivo: eppure il Brescia (che in avvio vede Lamesta sciupare una possibile chance con una conclusione di tacco in area. ) trova la chiave per chiudere la porta dei desideri ai padroni di casa a doppia mandata con quell’uno-due paradisiaco. Da lì, Corini ha iniziato anche a gestire le risorse dando minuti a Zennaro e levando Mallamo, recuperato in toto a sorpresa (e autore di una prova sostanziosa), togliendo De Maria e

infilando Boci. Poi spazio pure per Fogliata e Cazzadori. Mentre i pugliesi provano in tutti i modi a riaprirla: quasi ce la fa di testa Grandolfo, ma è ottimo Gori. Potrebbe invece esserci gloria per Marras che si avvicina al 4-0. Troppa grazia San Giovanni Elemosinatore, santo patrono che ieri Casarano ha celebrato: ma il Brescia di ieri non ha lasciato spazio ad aiuti esterni di sorta. E una. Che una.

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