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Zverev zittisce New York, Shelton battuto in 4 set. Per Sascha un 2026 pazzesco: è il secondo Slam!

Sei anni fa, nello stadio di tennis più grande del mondo, Sascha Zverev viveva la prima grande delusione Slam: avanti 2-0 su Dominic Thiem, quando già sentiva il profumo del trionfo, veniva risucchiato dall’austriaco e dalle emozioni, finendo per perdere al quinto. Oggi, quelle lacrime sono finalmente asciugate e Alexander junior, figlio di Alexander senior, che in lui ha sempre creduto, allenandolo con pazienza, solleva il trofeo a Flushing Meadows dando una delusione al ragazzo di casa, Ben Shelton, non prima di rivedere anche se solo per un momento, nel quarto set, i fantasmi del 2020. Spazzati via subito, grazie a un 6-3 7-6(2) 5-7 6-2 che lo proietta anche in testa alla Race per Torino. Sinner resta avanti nel ranking 11500 punti contro 9690, con un margine di 1810 punti ma 3550 da difendere da Pechino a fine stagione. Aveva la stessa età di Ben, all’epoca, Sascha e oggi dopo un infortunio che gli ha quasi stroncato la carriera e altre due finali Slam perse, può festeggiare il secondo major in una sola stagione. Negli ultimi due anni erano stati Sinner e Alcaraz a dividersi il mondo del tennis in maniera equa, stavolta Zverev ha spadroneggiato complice anche l’assenza di quei due per buona parte della stagione. Al Roland Garros, vinto in finale contro Flavio Cobolli, Carlos era fermo per il polso infortunato e Jannik era uscito al 2° turno stroncato dal caldo. A Wimbledon si è arreso in finale contro il numero 1 al mondo e qui, senza di lui, si è trovato a giocarsi il titolo contro un giovane alla prima sfida di questo genere, che però aveva superato Alcaraz ai quarti. Shelton ha pagato l’inesperienza, ma Zverev ha sfruttato la fiducia maturata in questa stagione di svolta. Lui, predestinato da quando aveva 20 anni, aveva finito per guadagnarsi il titolo di perdente di lusso nonostante i tanti titoli conquistati. Colpa di quello “zero” alla casella Slam, cancellato con gli interessi quest’anno. Solido, ordinato, tranquillo, eccellente sia in battuta ( di punti con la prima) che in risposta, Sascha stava conducendo il match senza mai dare l’idea di essere in pericolo tranne quando nel terzo parziale, al momento di servire per restare nel set, sul 6-5, ha concesso tre set point sprofondando 0-40 nel delirio dell’Arthur Ashe. La prima è cancellata da un errore di Shelton, ma alla seconda ecco il pasticcio: volée di dritto rigidissima che finisce fuori, 7-5 e quarto set. Che si apre col break del tedesco che non risente del set appena perso. Shelton prova ad avvicinarsi ma Sascha lo lavora ai fianchi, costringendolo sempre al limite, e quindi all’errore. Bravissimo a restare tatticamente lucido, Zverev raddoppia anche il break nel settimo game salendo 5-2. Cambio di calze e scarpe prima di servire per il match, per essere più fresco. Non gli evita il doppio fallo ma va comunque a servire per il torneo. Lo fa suo con un ace e nemmeno se ne rende conto talmente è in trance agonistica. Se ne rende conto Shelton, che va a salutarlo con l’aria di un bimbo che ha trovato il regalo sbagliato sotto l’albero. Roddick resta l’ultimo statunitense con in salotto il trofeo di casa.