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Trapianto di fegato, chirurgia prodigio a Torrette: paziente torna vigile

Un paziente cirrotico, precedentemente escluso dal trapianto per problemi neurologici, è tornato vigile dopo un intervento innovativo eseguito a Torrette.

ANCONA – Ancora un intervento prodigio a Torrette, dove l’equipe della Clinica di Gastroenterologia, Epatologia ed Endoscopia Digestiva e d’Urgenza dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Torrette, guidata dal professor Antonio Benedetti, è riuscita a restituire ad un paziente la lucidità neurologica necessaria a renderlo valutabile per un trapianto di fegato.. Il caso clinico L’uomo, affetto da una grave cirrosi, aveva forti difficoltà a restare vigile, risultando spesso non collaborante.. Una circostanza, questa, che rendeva impossibile il

necessario inquadramento neurologico richiesto per l’inserimento in una lista d’attesa per il trapianto del fegato in elezione.. A seguito di esami, i medici si sono accorti che la causa di questa alterazione dello stato di coscienza era dovuta ad un vaso aberrante, anche detto shunt, che deviava il flusso sanguigno, impedendo la corretta depurazione delle tossine da parte del fegato.. In altri termini, la deviazione impediva al sangue di passare attraverso il filtro del fegato,

facendolo tornare al cervello ancora carico di tossine, causando le difficoltà neurologiche sofferte dal paziente cirrotico.. Un difetto corretto dall’equipe del dottor Giuseppe Tarantino lo scorso 6 maggio, grazie ad una innovativa tecnica operatoria eco-endoscopica e mininvasiva.. Il procedimento Attraverso la parete gastrica, il team ha individuato l’origine del vaso patologico dalla vena porta, procedendo poi ad una puntura mirata e alla successiva chiusura definitiva del vaso con l’applicazione di spirali occludenti, in una operazione

monitorata in tempo reale grazie al supporto della radioscopia.. L’esito dell’intervento è stato favorevole, tanto che dopo non appena 24 ore di degenza, il paziente ha riacquisito la coscienza persa, tornando pienamente lucido e orientato.. Tanto da permettere la ripresa del piano di cure necessario ad instradarlo nell’iter che lo porterà, sperabilmente, al trapianto di fegato.. La riuscita dell’intervento è il frutto di una stretta collaborazione tra diverse eccellenze aziendali: la Divisione di Rianimazione e

il team dei Tecnici di Radiologia, oltre all’expertise internazionale del gruppo nel campo dell’Endoepatologia: «Questo intervento rappresenta l’unione perfetta tra tecnologia d’avanguardia e competenze cliniche trasversale» commenta il dottor Tarantino.. Aggiungendo: «Poter offrire una soluzione così precisa e rapida a pazienti complessi è la conferma del valore del nostro approccio multidisciplinare.. Grazie a questa procedura, unica nel suo genere per modalità di esecuzione, la struttura si conferma punto di riferimento per il trattamento delle complicanze

della cirrosi epatica attraverso tecniche endoscopiche di ultima generazione».

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