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Riforma medicina territoriale: Fimmg Rimini dice NO, rischio fine della libera scelta

Fimmg Rimini critica la riforma della medicina territoriale: temono la trasformazione del medico di famiglia in dipendente e il possibile aumento delle disuguaglianze tra cittadini.

Riforma della medicina territoriale, la preoccupazione di Fimmg Rimini

Secondo Fimmg Rimini, il provvedimento sarebbe stato impostato in modo unilaterale, “calato dall’alto”, senza un confronto reale con le rappresentanze sindacali della Medicina Generale.. La critica non si ferma al metodo: riguarda l’impatto sul rapporto tra cittadino e medico di famiglia.. Nel testo dell’istanza, infatti, emerge il timore che la figura del medico di fiducia possa trasformarsi in un ruolo dipendente dall’azienda sanitaria, con conseguenze dirette sulla cosiddetta “libera scelta”.

Il timore: medico dipendente e più disuguaglianze

L’argomento tocca anche la tenuta del sistema nei territori.. Se la riforma spostasse il baricentro verso una struttura più rigida, il servizio potrebbe diventare meno adattabile ai bisogni reali degli assistiti, soprattutto in contesti dove la continuità assistenziale è già fragile.. Nel ragionamento di Fimmg Rimini, la parola chiave non è solo organizzazione: è capacità di garantire una presa in carico stabile nel tempo.

Doppio canale e contraccolpi sul personale

Sul versante opposto, il testo richiama chi è vicino alla pensione, che secondo Fimmg potrebbe essere ulteriormente spinto ad uscire dal sistema.. Il risultato, nelle parole del sindacato, sarebbe una carenza di personale che colpirebbe in modo più pesante i territori meno attrattivi, lasciando aree con popolazioni senza un riferimento stabile di medicina generale.

Qui entra anche un altro tema: il peso del lavoro legato alla medicina generale e alla sua organizzazione.. Fimmg Rimini sostiene che, oggi, la medicina generale con il sistema di libera professione in convenzione impiega in Italia circa 35.000 lavoratori tra collaboratori di studio e infermieri di studio.. La domanda che viene posta è diretta: nel nuovo impianto basato su medici dipendenti, come verrebbero considerati questi profili?. Per il sindacato, il rischio è che un cambiamento strutturale possa tradursi in ricadute sul lavoro già esistente.

Perché il nodo “fiducia” pesa più del solo assetto burocratico

C’è poi un aspetto politico e organizzativo: le riforme sanitarie vengono spesso giustificate come necessarie per integrazione e coordinamento, soprattutto con il potenziamento delle Case di Comunità.. Ma per Fimmg Rimini l’integrazione non può diventare un pretesto per tagliare fuori chi rappresenta chi lavora sul campo.. Il sindacato rivendica che negli anni, nelle province e nei territori, si sono cercati accordi utili a collegare la medicina generale al nuovo assetto dei servizi.

Il confronto richiesto: trattative e tutela del SSN

Per molti pazienti, infatti, la questione non è teorica.. Significa tempi di risposta, continuità delle cure e possibilità concreta di trovare un professionista con cui instaurare un rapporto stabile.. E mentre si parla di riorganizzazione, la sensazione che Fimmg Rimini vuole evitare è semplice: che la riforma, invece di rafforzare la presa in carico, finisca per irrigidirla e per lasciare indietro chi ha meno strumenti per proteggere la propria salute.