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Repubblica Futura e il caso Beccari: una linea politica a due voci

Il partito Repubblica Futura mostra una netta discordanza tra il comunicato ufficiale sull'Accordo UE e le posizioni espresse dal suo coordinatore Marco Podeschi in merito alle dimissioni di Luca Beccari.

Il comunicato di Repubblica Futura sul Coreper non chiede le dimissioni di Luca Beccari.. Il coordinatore del partito, Marco Podeschi, in un post su Facebook sì.. È una distinzione politica decisiva.. Il documento firmato C.s.. Repubblica Futura, titolato “Accordo di associazione UE: continua la via crucis” e pubblicato sulle principali testate sammarinesi, attacca Beccari senza mezzi termini.. Lo definisce “controfigura di un governo”, lo accusa di non avere la minima idea di cosa stia succedendo

a Bruxelles, parla di “totale fallimento”.. Conclude chiedendo che “governo e maggioranza si assumano le responsabilità di questo totale fallimento”.. Ma in nessun passaggio del comunicato compare la parola che segna lo spartiacque politico: dimissioni.. RF non lo chiede.. DOMANI Motus Liberi, lo stesso giorno, le dimissioni di Beccari le chiede eccome e a chiare lettere.. RF no.. Come mai?. Marco Podeschi, coordinatore di Repubblica Futura, scrive invece: “il governo dovrebbe andare a casa, compreso

il Segretario di Stato per gli Affari Esteri verso il quale nel dicembre 2020 RF promosse una mozione di sfiducia.” Podeschi vuole il governo a casa, Beccari compreso.. Cita un precedente formale del partito, la mozione di sfiducia del dicembre 2020, per inquadrare la richiesta come ribadita continuità di linea.. Una sola domanda regge: è la posizione del partito, o ce ne sono due?. Frattura, copertura, isolamento del coordinatore?. Le ipotesi in campo sono tre..

Ognuna, per RF, è un problema.. Frattura interna.. Podeschi anticipa una posizione che il direttivo non ha ancora formalizzato perché troppo rischiosa, esponendo personalmente la richiesta che la nota collettiva non ha voluto scrivere.. È il coordinatore che marcia fuori passo.. Cosa succede al coordinatore che marcia fuori passo si vede nei giorni a venire: silenzio, smentita o allineamento.. Copertura tattica.. RF ha calibrato il comunicato per non passare ufficialmente al ruolo di forza che

fa cadere il governo, lasciando però che il coordinatore esplicitasse all’esterno la richiesta sostanziale.. Due voci, una istituzionale e una operativa, per ottenere l’effetto politico senza assumerne il prezzo formale.. Se questo è lo schema, la domanda successiva non è retorica: con chi, dentro la maggioranzaj, RF sta già ipoteticamente lavorando il passaggio successivo?. Isolamento.. Il coordinatore sostiene una linea minoritaria e il direttivo gli lascia il post intestato al singolo per non assumersene la

paternità collettiva.. In quel caso la posizione di Podeschi a capo della macchina organizzativa del partito diventa rapidamente fragile.. È l’ipotesi più scomoda per lui, ma è anche la più rivelatrice, perché significherebbe che dentro RF, sul Caso Parallelo, c’è chi non vuole muoversi affatto.. RF deve dire pubblicamente, in modo univoco, una cosa sola: Beccari deve dimettersi, sì o no.. È la richiesta di un dirigente o è la linea del partito?. Su questo

punto il silenzio non è più un’opzione.. Né per il direttivo, né per Antonella Mularoni, né per Nicola Renzi, i cui nomi, va ricordato, figurano negli atti del Caso Parallelo che lo stesso comunicato ufficiale chiede di approfondire con una commissione d’inchiesta.. Curioso, non trovate?. Si reclama la commissione sul piano parallelo e si tace su chi, dentro il proprio partito, nel piano parallelo compare.. Si chiede pubblicamente la testa del Segretario agli Esteri, ma

in chiaro non si firma.. Si convoca l’opposizione contro il governo, ma la propria posizione operativa non si dichiara.. Lo schema, intanto, si chiude.. Pressione esterna, il rinvio al Coreper sotto la richiesta di chiarimenti bulgara.. Pressione interna alla maggioranza, i segnali del PSD, l’intervista di Lazzari, le aperture laterali.. E ora pressione frontale: la richiesta di dimissioni di Beccari rilanciata, comunque la si legga, dal coordinatore della principale forza di opposizione, mentre il partito

continua a giocare con l’ambiguità per tenersi le mani libere.. Repubblica Futura non riesce a parlare con una voce sola, ma allora è lecito domandarsi chi comanda davvero, dentro RF?. Marco Severini, direttore GiornaleSM

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