Lazio-Udinese 3-3: pari spettacolo all’Olimpico

Un 3-3 totale: Ehizibue e Pellegrini firmano, Pedro manda la Lazio avanti all’80’, poi Atta illude. Maldini trova il pari al 96’. Emozioni e tante ripartenze.
ROMA — Lazio e Udinese regalano all’Olimpico un posticipo da tenere fino all’ultimo secondo: finisce 3-3, con cinque gol nel secondo tempo e una rimonta che cambia faccia alla partita.
Il focus, nella serata del 34° turno, resta sul finale: la Lazio si porta avanti, l’Udinese ripassa avanti e poi viene riagguantata.. I biancocelesti allenati da Sarri salgono a 48 punti, agganciando il Bologna all’ottavo posto.. I friulani restano invece 11esimi a quota 44.. Un risultato che, oltre al punteggio, racconta due identità: una Lazio capace di accendere fiammate in transizione e su palla ferma, e un’Udinese che nel mezzo campo prova a tenere il controllo pur subendo i momenti di buio.
L’avvio è equilibrato, con strappi alternati e occasioni distribuite.. Noslin prova a creare problemi in profondità, mentre Ekkelenkamp tiene alta l’attenzione tra i pali di Motta.. Il primo colpo arriva all’18’: Ehizibue apre le danze con un destro potente che sorprende un Motta non perfetto nell’uscita.. Da lì, l’Udinese prova a mettere pressione e a costruire: Piotrowski e Zaniolo si rendono pericolosi prima dell’intervallo, in un 45 minuti in cui la difesa biancoceleste concede sì, ma riesce anche a chiudere le linee più rischiose.
La seconda frazione cambia ritmo soprattutto per i gol.. La Lazio raddrizza la partita con le palle inattive: dopo un calcio d’angolo battuto da Taylor, il pallone carambola sul limite e Luca Pellegrini trova il tempo giusto per battere Okoye all’1-1 del 50’.. Da quel momento, però, la squadra di casa non riesce a trasformare il pareggio in dominio: con gli ingressi di Pedro e Dele-Bashiru, si vede più volume offensivo, ma è l’Udinese a restare viva nelle ripartenze e a cercare ancora il varco.
Nel calcio, i momenti valgono quanto gli attacchi costruiti.. All’80’ la Lazio accelera e mette la freccia: Basic aggredisce un pallone vagante e serve Pedro al limite dell’area.. La conclusione è un destro a giro di quelli che non perdonano, e Okoye non può fare nulla.. Per un tratto, sembra l’incastro perfetto per i tre punti.. Ma l’Udinese ha un altro tipo di energia: non si spegne e quando trova lo spazio torna improvvisamente pericolosa.
E infatti tra l’86’ e il 93’ succede tutto.. Solet svetta in area su cross di Zaniolo e riporta la partita in equilibrio sul 2-2 grazie all’inserimento in tap-in di Atta.. Poi, nel caos finale che spesso nasce dagli angoli, l’Udinese completa la rimonta: angolo di Zaniolo, pallone che finisce sui piedi di Atta, tiro a giro dai 15 metri e terzo gol personale al 93’, con Motta battuto ancora.. Per la Lazio è il momento peggiore, perché l’Udinese non solo recupera, ma lo fa trovando precisione e lucidità quando mancano pochi minuti.
Eppure la partita non si chiude lì.. Il pareggio arriva al 96’, nel recupero, con Daniel Maldini: un gol che spezza la geometria della rimonta ospite e restituisce all’Olimpico l’espressione più tipica delle serate senza tregua.. È il tipo di finale che pesa sui nervi e sull’interpretazione: perché chi crede di avere in mano la partita scopre che basta un’ultima giocata per rimettere tutto in discussione.
In prospettiva, il 3-3 lascia alla Lazio due cose insieme: da un lato la conferma di una squadra che sa colpire, dall’altro la necessità di governare meglio i passaggi in cui la partita scivola via di mano.. Per l’Udinese, invece, il punto è una boccata d’ossigeno ma anche un promemoria: la qualità offensiva c’è, e si è vista anche nelle accelerazioni finali, però il modo in cui la Lazio trova il gol nel recupero dice che serve maggiore compattezza quando il tempo stringe.
Ora il calendario mette pressione subito.. La Lazio tornerà a giocare con una trasferta a Cremona, prima di due sfide contro l’Inter in campionato e Coppa Italia.. L’Udinese, invece, ospiterà il Torino sabato prossimo.. In mezzo c’è l’interrogativo più concreto: come gestire partite così, in cui ogni cambio di inerzia diventa decisivo e in cui un vantaggio può sparire più in fretta di quanto sembri.