Martiri Carmelitane di Guadalajara, “Non temo nulla. Tu sei con me”

Presentato su YouTube il documentario “Tu sei con me”, dedicato alle Carmelitane martiri di Guadalajara e alla loro testimonianza di fede.
Un motto che suona come una scelta di vita: “Non temo nulla. Tu sei con me”. È da qui che parte il documentario “Tu sei con me: Martiri Carmelitane di Guadalajara”, presentato il 2 maggio sul canale YouTube di HM Televisión, nel segno di una memoria che lega anniversari, comunità e fede.
La data non è casuale.. In quel giorno ricorre l’anniversario dell’ingresso della beata Teresa del Bambin Gesù e di San Giovanni della Croce nel monastero di San José di Guadalajara, avvenuto nel 1925.. Il film si concentra poi sulla vicenda delle tre carmelitane scalze, martiri uccise nel 1936 nel contesto della persecuzione religiosa che accompagnò i primi anni della Guerra Civile spagnola.
Le protagoniste vengono raccontate come un esempio di santità, fedeltà e perdono, con un taglio che intende andare oltre la ricostruzione degli eventi.. “Tu sei con me” raccoglie infatti la testimonianza di vita e di fede delle tre religiose, presentandone anche il significato alla luce dell’odio verso la fede indicato dalle ricerche menzionate nel materiale.
In questa impostazione, il documentario non si limita a “spiegare” cosa accadde. Punta a far percepire il senso del loro percorso, come se la storia fosse anche un messaggio per il presente.
Il video include interventi di diversi esperti.. Don Fernando Moral Acha, vicedirettore dell’Ufficio per le Cause dei Santi della Conferenza Episcopale Spagnola, richiama l’idea che i martiri non siano soltanto una cronologia, ma una testimonianza concreta di vita.. Don Jorge López Teulón, postulatore delle cause dei martiri della persecuzione religiosa 1934-1939, sottolinea la portata di quegli anni e il drammatico impatto sulla Chiesa.
Tra i contributi figura anche Antonio Benéitez Domínguez, OCD, priore del Convento di San Benito el Real a Valladolid, che presenta le tre donne come modello di risposta alla chiamata di Dio.. Suor Humildad Blanco Ortega, Schiava Carmelitana della Sacra Famiglia, invece mette l’accento sulla preparazione quotidiana: la vita del martire, secondo il suo richiamo, non nasce all’improvviso ma si costruisce giorno dopo giorno.
Oltre alla cornice storica e teologica, “Tu sei con me” valorizza anche i legami con il monastero di Guadalajara, includendo testimonianze dalla comunità e da familiari. Tra i passaggi più significativi c’è anche il racconto legato alla conversione di uno dei responsabili del martirio delle suore.
Per chi guarda, queste storie rendono più evidente il filo che unisce memoria e significato: la testimonianza religiosa, nel racconto, non resta chiusa nel passato.
Le tre carmelitane rientrano tra le vittime di quelle ondate di violenza che colpirono le comunità cattoliche in Spagna negli anni Trenta.. Le loro vicende sono state poi riconosciute dalla Chiesa: furono infatti le prime vittime di quel periodo a essere beatificate da Papa Giovanni Paolo II il 29 marzo 1987.
In chiusura, il documentario si inserisce anche in un quadro più ampio di riconoscimenti legati al martirio: Misryoum ricorda che, secondo quanto indicato, il 27 aprile sarebbero stati autorizzati nuovi decreti su Stanislao Ortega García e 48 compagni, insieme al sacerdote Emanuele Berenguer Clusella, anch’essi uccisi nel 1936 in odio alla fede.
Questo tipo di contenuti conta perché tiene insieme due piani: la ricostruzione degli eventi e la domanda più attuale, cioè che cosa resti oggi di quel “non temo nulla” pronunciato con la vita.