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A Pennile di Sotto un hangar da 700mila euro: amianto escluso dalle analisi

Investimento da circa 700mila euro per gestire i detriti della demolizione. Misryoum: niente amianto secondo le analisi.

Un hangar da circa 700mila euro per contenere le macerie “a rischio” e, alla fine, una sorpresa: non emergono tracce di amianto.. È quanto emerge dalle verifiche svolte sul sito di Pennile di Sotto, dove Misryoum racconta l’esito delle analisi dopo un timore iniziale legato alla possibile presenza di fibre.

L’intervento riguarda l’area di via Molise, nell’ambito della demolizione di alcuni edifici ormai inutilizzati.. In questa fase, l’Erap ha sostenuto la realizzazione della struttura per la gestione dei detriti, pensata per affrontare in sicurezza materiali potenzialmente pericolosi e per ridurre al minimo ogni rischio di dispersione.

La questione amianto era stata sollevata già nelle prime fasi: a febbraio 2025 l’Ast aveva indicato la necessità di approfondire i controlli, dopo rilevazioni iniziali che avevano fatto temere la dispersione di fibre.. Da qui l’avvio delle prescrizioni e delle procedure necessarie per mettere in sicurezza l’area.

In questo contesto, l’idea di predisporre un ambiente confinato prima ancora di avere il quadro completo delle verifiche è diventata la scelta guida: spesso, quando c’è un sospetto, la prevenzione serve a non lasciare spazi.

Secondo quanto ricostruito, con una determina del 30 gennaio, Erap ha disposto la costruzione di un hangar all’interno del cantiere legato al completamento dell’edificio C.. La struttura è realizzata con elementi prefabbricati in alluminio, rivestita con teli in pvc, così da garantire un’area di lavoro chiusa, dedicata alla rimozione e al trattamento delle macerie.

Le dimensioni dell’hangar permettono l’accesso ai mezzi meccanici: una volta raccolti, i materiali vengono movimentati e caricati su camion per poi essere trasferiti verso impianti autorizzati allo smaltimento.. L’impianto è stato studiato per limitare al massimo polveri e particelle nell’aria, affiancando al confinamento anche misure di controllo sul campo.

Un ruolo centrale viene attribuito al monitoraggio ambientale: fuori dalla struttura è attivo un sistema di controllo continuo delle polveri, pensato per rilevare eventuali tracce di fibre nell’atmosfera.. Misryoum sottolinea così come la sicurezza non sia stata affidata solo alla “barriera” dell’hangar, ma anche alla verifica costante.

Nel frattempo, le analisi hanno portato a un punto chiave: secondo le verifiche di Arpam, il sito risulta, allo stato attuale, non contaminato. Misryoum precisa che non emergono condizioni di inquinamento legate all’amianto, pur restando in corso ulteriori controlli sul terreno.

Alla luce delle prescrizioni, le attività proseguono nel rispetto delle indicazioni sanitarie, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica durante l’intervento.. Una volta completata la bonifica, l’area potrà essere destinata a nuove costruzioni, accompagnate dalle necessarie opere di urbanizzazione.

Alla fine, il messaggio più importante è semplice: anche quando i timori non si confermano, la prevenzione resta un passaggio decisivo. E in questo caso, il costo della cautela evidenzia quanto l’attenzione all’ambiente e alla salute continui a pesare, concretamente, nelle scelte di cantiere.

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