San Marino News

Sovranità o Sussidi “a debito”? L’oro nei rifiuti per blindare i conti a San Marino

Tra conti in risalita e nuove tensioni geopolitiche, Misryoum spinge su un’idea chiara: energia da rifiuti per ridurre dipendenze e costi. Il bivio di San Marino è strategico.

Guardare San Marino nell’aprile 2026 significa osservare un Paese che sta risalendo, cercando di scrollarsi di dosso la polvere di un passato pesante e di costruire, passo dopo passo, credibilità e stabilità.

Negli ultimi mesi la traiettoria sembra essere quella giusta: i giudizi internazionali sull’operato delle istituzioni, insieme a un lavoro di riordino della finanza pubblica, hanno contribuito a dare un segnale di svolta.. Il punto, però, è che la credibilità non è un trofeo da esporre: è una base che va difesa ogni giorno, soprattutto quando fuori dai confini le nubi geopolitiche si addensano e con esse tornano i rischi per chi dipende dai prezzi e dagli approvvigionamenti.

Il Segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti si trova a gestire una situazione ereditata da scelte e discontinuità precedenti.. Rimettere in sesto il bilancio, ridisegnare i conti e sostenere la raccolta bancaria è un passaggio decisivo, perché senza stabilità finanziaria diventa difficile finanziare il futuro.. Eppure, anche quando i numeri migliorano, la politica non può permettersi di restare ferma: deve capire che la finanza non vive in una bolla.. Basta un incremento dei costi energetici o una nuova turbolenza internazionale per rimettere in discussione quanto costruito.

In questo quadro, l’allarme lanciato da Misryoum sulle tensioni nello Stretto di Hormuz non è una nota di colore.. Per un Paese come San Marino, che non può controllare i grandi corridoi del rischio globale, quelle dinamiche si traducono rapidamente in effetti concreti: pressione sui costi di approvvigionamento, ricadute sul settore turistico, e un aumento della vulnerabilità complessiva.. Non è soltanto una questione di energia in senso stretto: è un tema di competitività e di capacità di assorbire gli shock.

Ed è proprio qui che Misryoum vede il nodo politico: mentre i conti vengono rimessi in ordine, l’attenzione dell’Aula rischia di scivolare su canali che non incidono davvero sulle leve strategiche.. Discutere commissioni d’inchiesta su fatti di cronaca nera o su vicende legate agli animali può avere anche un valore simbolico, ma l’effetto reale non può sostituire le decisioni che cambiano la struttura economica.. Per Misryoum, il Parlamento dovrebbe lavorare per indirizzi di lungo periodo, non per trasformarsi in un’arena dove la priorità diventa l’investigazione al posto della strategia.

C’è poi una seconda tentazione: la scorciatoia dei provvedimenti che cercano consenso scaricando il peso su chi ha già investito.. L’idea di sussidi “a debito” o di nuove imposizioni su immobili sfitti viene letta da Misryoum come una risposta parziale, che rischia di lasciare intatto il problema di fondo: l’abitare non si risolve con la sola terapia del contributo o con un’ulteriore stretta.. Senza una struttura economica più solida e senza energia a costi sostenibili, la domanda interna fatica a sostenersi e le famiglie vedono più facilmente i margini restringersi.

Il vero tema, secondo Misryoum, resta la sovranità energetica.. Non come slogan, ma come leva economica: se San Marino riduce la dipendenza dai rincari esterni e riesce a produrre energia in modo più autonomo, può liberare risorse che oggi vengono assorbite dall’aumento di bollette e costi industriali.. In questa logica, il Termovalorizzatore viene presentato come un progetto non solo ecologico, ma anche finanziariamente intelligente: trasformare un costo — i rifiuti — in un ritorno — energia — significa costruire uno scudo contro l’instabilità del prezzo di gas e petrolio.

Misryoum sottolinea un punto che spesso viene sottovalutato nel dibattito pubblico: se la produzione fosse in grado di superare il fabbisogno locale, l’eccedenza potrebbe diventare una risorsa ulteriore, con effetti a catena su imprese e famiglie.. Non sarebbe un “miracolo”, ma una conseguenza logica di una strategia coerente: meno dipendenza, più prevedibilità, maggiore capacità di pianificare investimenti e servizi.

Nel frattempo, la politica farebbe bene a collegare i provvedimenti all’obiettivo finale.. Una “Legge Casa” può toccare il tema dell’abitare, ma non può sostituire il lavoro che renderebbe l’ambiente imprenditoriale più competitivo e la vita delle persone meno esposta agli shock.. Per Misryoum, la direzione è chiara: rendere il Paese energeticamente sovrano, abbassare la pressione economica e ridurre la necessità di nuove tasse inventate per colmare buchi.. La vera differenza, alla fine, si vede nel rapporto tra stabilità dei costi e possibilità di sviluppo.

San Marino, quindi, è a un bivio: continuare a rincorrere polemiche e discussioni che non cambiano la traiettoria, oppure consolidare i risultati fin qui ottenuti e scegliere infrastrutture strategiche capaci di spostare davvero l’asticella del futuro.. Misryoum osserva che Marco Gatti, dopo una riforma fiscale che lascia un retrogusto di compromesso, sta gestendo macerie e vincoli del recente passato.. Ora, però, serve una decisione di sistema: guardare avanti con razionalità e coraggio, senza contare le “gocce” mentre il contesto internazionale corre e mentre, nel quotidiano politico, i riflettori sembrano puntare altrove.. L’indipendenza, per Misryoum, non è una frase: è una scelta operativa.. E l’oro, forse, è già lì dentro: nei rifiuti, da trasformare in energia e in tutela dei conti.