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Associazioni pro-vita a colloquio con Marco Gatti: i nodi da sciogliere

Le associazioni Uno di Noi e Accoglienza della Vita hanno incontrato il Segretario di Stato Marco Gatti per sollecitare l'installazione della "culla per la vita" e fare chiarezza sui dati relativi all'interruzione volontaria di gravidanza.

Il futuro della “culla per la vita” e la necessità di dati chiari sulle interruzioni di gravidanza sono stati al centro di un importante confronto istituzionale avvenuto a San Marino.

Le associazioni pro-vita sammarinesi Uno di Noi e Accoglienza della Vita hanno richiesto e ottenuto un incontro con il Segretario di Stato supplente alla Sanità, Marco Gatti, per fare il punto su alcune istanze rimaste in sospeso da tempo.. Il colloquio, avvenuto martedì 28 aprile, ha rappresentato un’occasione per mettere a confronto le aspettative del mondo dell’associazionismo con le attuali tempistiche dell’amministrazione pubblica.

Questo dialogo evidenzia come il passaggio dalle decisioni politiche alla loro effettiva implementazione richieda una vigilanza costante da parte della società civile, affinché gli impegni presi non si disperdano nella burocrazia.

Al centro della discussione è finita la mancata installazione della “culla per la vita”, un progetto approvato dal Consiglio Grande e Generale già nel 2024.. Nonostante una delibera dell’ISS datata maggio 2025 avesse definito l’opera “realizzabile in tempi brevi”, a oggi non si registrano passi in avanti concreti.. Le associazioni hanno espresso rammarico per l’assenza di riferimenti al progetto nelle recenti relazioni programmatiche, offrendosi persino di contribuire con una raccolta fondi qualora le difficoltà fossero di natura puramente economica.

Parallelamente, le associazioni hanno sollevato il tema della scarsa trasparenza statistica riguardo alle interruzioni volontarie di gravidanza (IVG).. Sebbene la normativa vigente preveda il monitoraggio attraverso questionari, i dati attualmente disponibili appaiono frammentari.. Per le realtà pro-vita, comprendere le variabili socio-economiche e le motivazioni dietro tali scelte non è solo una questione burocratica, ma un passo necessario per attivare politiche di prevenzione mirate e supportare concretamente le donne.

Il Segretario Gatti ha ascoltato le rimostranze, impegnandosi a verificare internamente lo stato dei progetti e a confrontarsi con i vertici dell’Authority Sanitaria per colmare le lacune informative segnalate.. La disponibilità al dialogo sembra dunque esserci, ma il banco di prova resterà la capacità dell’amministrazione di tradurre queste promesse in risultati tangibili per la comunità.

Il monitoraggio costante di questi temi è fondamentale per garantire che le politiche sanitarie non siano solo teoriche, ma rispondano con efficacia alle reali esigenze dei cittadini e alla tutela della vita nascente.