Plasmagate: crisi del Dipartimento trasfusionale di Torrette, perdite e obiettivi mancati

Secondo Misryoum, il Dipartimento trasfusionale di Torrette affronta perdite economiche e obiettivi sanitari non raggiunti.
Plasmagate non resta solo una vicenda di “carte” e indagini: mette in luce una falla organizzativa che pesa sul Dipartimento interaziendale di medicina trasfusionale di Torrette.
La questione, finita all’ordine del giorno di Palazzo Raffaello, riguarda un Dirmt che per anni ha operato in una posizione difficile, tra ruoli e responsabilità divise.. Misryoum racconta come siano emerse criticità legate a un assetto che, per sua natura, rischia di rallentare decisioni e tutela del personale.
In questo quadro, il punto controverso è l’incastro tra dipartimenti diversi: una struttura interaziendale che dipende dalla Regione per gli aspetti strategici, ma che risponde all’ospedale di Torrette su obiettivi economici e sanitari.. Il risultato, secondo quanto riferito dalle verifiche interne richiamate da Misryoum, è un cortocircuito che ha contribuito ad accentuare la criticità della gestione in Officina trasfusionale.
Secondo Misryoum, la criticità del personale non è un dettaglio tecnico: in un sistema dove le scadenze contano davvero, la precarietà o la carenza di risorse può trasformarsi rapidamente in rischio operativo.
L’intervento di riforma annunciato da Palazzo Raffaello punta a rafforzare e rendere più autonoma la struttura.. Misryoum ricorda anche che, in passato, la gestione aveva già discusso di un possibile accreditamento dell’Officina del sangue al di fuori del Centro trasfusionale di Torrette, con personale sanitario dedicato e a tempo indeterminato.
Ma nelle verifiche più recenti richiamate da Misryoum, le figure stabile restano al centro dei problemi: anche in mesi cruciali, vengono evidenziate unità con forme contrattuali non pienamente equivalenti allo standard atteso e una copertura non uniforme.. Nello stesso periodo, vengono segnalati anche giorni di ferie concessi in modo concentrato che, sommati alle altre condizioni, incidono sulla disponibilità effettiva.
Misryoum sottolinea un aspetto: quando l’organizzazione oscilla, anche gli obiettivi più “misurabili” diventano più difficili da centrare, perché la macchina quotidiana non aspetta tempi morti.
Il nodo resta aperto anche sul versante della gestione: la relazione richiama problemi strutturali e una carenza che viene denunciata ormai da tempo.. Le responsabilità puntuali, secondo Misryoum, saranno chiarite dagli organismi competenti, ma la necessità di intervenire sul modello complessivo appare ormai evidente.
Le conseguenze, secondo quanto riportato da Misryoum, si riflettono anche sul piano economico e sulle performance sanitarie.. Dal bilancio di esercizio 2025 emerge uno scostamento dall’obiettivo economico con una perdita di 557.534 euro e il mancato raggiungimento di diversi traguardi, dalla produzione di emocomponenti alle unità trasfuse.
In questa fase, Misryoum evidenzia che, al di là del caso specifico, il Dipartimento trasfusionale deve essere ripensato: non per cambiare slogan, ma per mettere in equilibrio responsabilità, personale e risultati, prima che il sistema ricada negli stessi errori.