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Il Vuoto al Museo Civico di Foggia: Jack Poliseno indaga l’apparenza

Il Museo Civico di Foggia ospita la mostra di Jack Poliseno "Il Vuoto", un'esplorazione artistica sulla superficialità della società contemporanea.

10/05/2026 18:33:02 “Il Vuoto” al Museo Civico di Foggia, Jack Poliseno riflette “sull’apparenza a discapito della sostanza” Il progetto dell’artista troiano Da giovedì 14 a sabato 30 maggio la Sala Diomede del Museo Civico di Foggia accoglierà “IL VUOTO/the void.. Riflessioni sull’apparenza a discapito della sostanza”, un progetto di Jack Poliseno che nasce come una riflessione intima e al tempo stesso collettiva su alcuni temi sociali che attraversano la contemporaneità e che l’artista originario di

Troia vive in prima persona, ogni giorno.. L’inaugurazione è in programma il 14 maggio alle ore 18 nella Sala Mazza del Museo Civico.. I saluti istituzionali saranno portati dalla sindaca Maria Aida Episcopo, dall’assessora alla Cultura Alice Amatore e dalla presidente del Consiglio comunale Lia Azzarone.. Modererà Carmela Di Miucci, presidente dell’associazione culturale Civic Lab che organizza la personale con il Comune di Foggia ed il Museo Civico.. TUTTO E SUBITO.. ”La società si muove

a una velocità sempre più incalzante – spiega l’artista – lasciando dietro di sé un vuoto profondo: un vuoto di conoscenza, di consapevolezza, di tempo dedicato all’esperienza.. Tutto è concentrato sul ‘subito’, sul consumo rapido e superficiale, accantonando quella che un tempo era una necessaria ‘gavetta informativa’, fatta di attesa, ricerca e assimilazione.. Il paradigma del ‘tutto e subito’ non concede spazio all’emozione, alla scoperta, alla sedimentazione dei concetti.. Cultura, arte, relazioni sociali vengono vissute

in modo frammentario, privati della possibilità di essere realmente compresi e interiorizzati”.. IL PROGETTO.. Musica e cinema – linguaggi da sempre centrali nella sua ricerca – insieme alla dimensione della vita sociale contemporanea, diventano così i territori di indagine di questo progetto.. Lo stile minimal che caratterizza da anni la sua poetica viene qui portato all’estremo: le opere si presentano come strutture essenziali, nelle quali la cornice diventa l’unico elemento fisicamente presente e simbolicamente portante,

e rappresenta una società che privilegia l’apparenza, l’uniformità, la ripetizione, ma che si rivela fragile e priva di sostanza.. I COLORI.. Così ogni opera segue uno schema rigoroso e identico: una cornice nera 40×40 cm che racchiude un’assenza: “È proprio in questo spazio vuoto che allo spettatore è richiesto un atto attivo: soffermarsi, osservare, immaginare, dare forma al tema suggerito e cogliere il messaggio silenzioso che l’artista affida allo sguardo di chi guarda” sottolinea Poliseno..

I colori utilizzati sono il nero, che rappresenta l’oscurità, il “vuoto assoluto”, e il rosso, che richiama il sangue, metafora di una ferita che il vuoto ci lascia “dentro”, ed infine il bianco, ma è opzionale, perché ogni opera potrà adattarsi ad ogni tipo di sfondo, quindi il bianco rappresenta la neutralità.. DIFFICILE DA COLMARE.. “Il Vuoto” si configura così come una riflessione profonda sull’apparenza a discapito della sostanza, un’indagine sul vuoto sociale ed emotivo

che caratterizza il nostro tempo e che appare, oggi più che mai, sempre più difficile da colmare.

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