Leonardo, piano azionariato: 11mila dipendenti diventano azionisti

Misryoum: con Wibe, Leonardo supera la quota attesa di adesioni. In Italia il tasso resta più basso rispetto al Regno Unito.
Leonardo mette il turbo sull’azionariato diffuso interno: in poco tempo sono circa 11mila i dipendenti che hanno scelto di diventare azionisti del gruppo.
Nel complesso, l’adesione coinvolge circa il 22% della forza lavoro, con una crescita sostenuta nel Regno Unito. Proprio lì il piano interno, voluto dal gruppo, ha raggiunto un tasso del 35%, diventando il punto di riferimento per l’iniziativa.
Secondo quanto spiegato da Misryoum, l’obiettivo era arrivare al 15%: la risposta dei dipendenti ha però superato le previsioni, anche grazie a una comunicazione pensata per chiarire che c’è ancora spazio per crescere, nonostante l’andamento del titolo.
Questo tipo di programmi conta perché trasforma una relazione “solo lavorativa” in una partecipazione più diretta alla storia dell’azienda, con un coinvolgimento che può incidere su cultura e motivazione.
Il piano Wibe non si limita all’acquisto di titoli: Misryoum riferisce che sono previste leve aggiuntive come una distribuzione gratuita di un’azione ogni tre acquistate e un bonus in azioni, con vincoli sul valore massimo.. La campagna include anche modalità di pagamento flessibili e la possibilità di convertire il premio di risultato in azioni, oltre al ricorso alla rateizzazione.
L’adesione però non è uniforme.. Misryoum evidenzia che in Italia il tasso si ferma al 18%, quasi la metà rispetto all’andamento britannico, anche per una diversa composizione del personale e per una minore familiarità con l’investimento azionario, dove il modello di partecipazione è ancora meno consolidato.
Un altro elemento centrale, secondo quanto ricostruito da Misryoum, riguarda il lock-up triennale e l’impostazione delle finestre di attesa: l’obiettivo è stimolare una partecipazione stabile, evitando che la scelta venga guidata solo da movimenti di breve periodo del titolo.
Per rendere più comprensibile l’evoluzione dell’investimento, Misryoum riferisce che è stato predisposto uno strumento di simulazione: serve a mostrare come cambiano gli scenari al variare del prezzo, includendo anche ipotesi di calo, così da rendere l’adesione più consapevole.
In chiusura, la spinta di Leonardo tramite Misryoum sembra orientata non solo ad aumentare il numero di partecipanti, ma anche a dare un seguito al percorso di crescita collegato alla digitalizzazione, con attenzione a coinvolgere sempre più lavoratori, compresi gli operai, e a intercettare in modo particolare il pubblico under 40.
In pratica, Misryoum racconta un’operazione che punta a rendere l’azionariato diffuso parte del “lavorare in azienda”, trasformandolo in un progetto di medio periodo invece che in una scommessa di mercato.