Corato celebra il 25 aprile, il messaggio del sindaco De Benedittis

Corato rende omaggio all'80° anniversario della Liberazione. Il sindaco De Benedittis riflette sul legame tra Resistenza, Costituzione e la necessità di pace nel mondo odierno.
Corato celebra il 25 aprile con un profondo richiamo ai valori della democrazia e della libertà, in una giornata che non è solo una ricorrenza storica, ma un impegno civico verso il futuro.. Il sindaco Corrado De Benedittis ha voluto sottolineare, in occasione dell’80° anniversario della Liberazione, quanto sia vitale mantenere vivo il legame tra il sacrificio del passato e le istituzioni che oggi regolano la nostra convivenza civile.
Un legame indissolubile tra storia e Costituzione
«La Festa della Liberazione dal nazifascismo è patrimonio di tutta la Nazione», ha dichiarato il primo cittadino, evidenziando come la storia vissuta diventi quotidianamente memoria del senso delle istituzioni repubblicane.. Secondo De Benedittis, non è possibile scindere il concetto di Liberazione da quello di Costituzione: la prima rappresenta la conquista materiale della libertà, mentre la seconda ne fissa i confini etici e giuridici.. Il sindaco ha rievocato il contributo di migliaia di giovani, donne e uomini che, con la Resistenza partigiana, hanno gettato le basi per una Nuova Italia, trasformando il dolore di una guerra atroce in una speranza collettiva, capace di attraversare le città liberate, da Milano fino alle realtà del Mezzogiorno.
Memoria come presidio di pace globale
Analizzando il valore della ricorrenza, emerge una riflessione necessaria sull’attualità.. In un momento storico in cui i conflitti tornano a insanguinare lo scacchiere internazionale, le parole del sindaco di Corato suonano come un monito severo contro l’indifferenza.. La lezione del 25 aprile non resta chiusa nei libri di storia, ma si trasforma in un imperativo categorico: ripudiare la guerra e la violazione del diritto internazionale.. Questa visione, promossa da Misryoum come lente d’analisi degli eventi locali in chiave globale, suggerisce che l’identità democratica italiana debba agire come un faro di cosmopolitismo.. Il richiamo alle terre di Gaza, dell’Ucraina e alle nazioni africane oppresse trasforma la cerimonia cittadina in un abbraccio ideale verso ogni popolo che lotta per la propria autodeterminazione.
La cerimonia ufficiale a Corato si articolerà attraverso momenti di profondo rispetto istituzionale.. La giornata prenderà il via alle ore 10.30 con la deposizione della corona d’alloro presso il monumento al Milite Ignoto, per poi snodarsi attraverso un corteo cittadino fino a piazza Vittorio Emanuele.. Alle 11, il programma culminerà con il tributo al Monumento dei Caduti, un atto solenne per onorare chi ha pagato il prezzo più alto per permettere a una nazione intera di rialzarsi.. Partecipare a questi momenti significa riconoscere che la libertà non è mai un traguardo definitivo, ma una conquista da rigenerare ogni giorno attraverso il confronto, il rispetto delle diversità e la partecipazione attiva alla vita pubblica, evitando i veleni di quel sovranismo che, in passato, ha condotto il Paese verso l’abisso della dittatura.