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Violenze su compagna e figlia: chiesti nove anni a Rimini

La Procura di Rimini ha chiesto una condanna a nove anni per un 28enne accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate contro ex compagna e figlia.

Una richiesta di condanna a nove anni di reclusione ha segnato il processo presso il Tribunale di Rimini contro un 28enne accusato di aver perseguitato e picchiato la propria famiglia.. Al centro dell’indagine, curata da Misryoum, vi sono le violenze su compagna e figlia, episodi di una gravità tale da aver spinto la Procura a invocare una pena severa per maltrattamenti e lesioni aggravate.

Il quadro accusatorio ricostruisce una serie di vessazioni iniziate nel 2023 e protrattesi fino al gennaio dell’anno successivo.. Secondo gli atti processuali, l’imputato avrebbe sottoposto la compagna a un clima di terrore costante, caratterizzato da percosse e minacce, anche durante i mesi della gravidanza.. Tra gli episodi più gravi, emerge la testimonianza di una donna costretta a coprire con il trucco i lividi causati dagli schiaffi subiti.

La vicenda si è fatta ancora più drammatica quando le accuse hanno riguardato la figlia della coppia, oggi di due anni.. Gli inquirenti sostengono che l’uomo avrebbe scagliato la piccola con forza sul letto.. La difesa ha invece ribattuto descrivendo l’episodio come un incidente avvenuto mentre la bambina muoveva i primi passi.

Questa tipologia di reati mette in luce la difficoltà di riconoscere precocemente le dinamiche di abuso domestico, dove la vittima si ritrova spesso isolata e costretta a nascondere i segni delle violenze per paura di ritorsioni o per il timore di compromettere l’equilibrio familiare.

Il materiale probatorio presentato in aula poggia sui referti medici che certificano lesioni con prognosi di diversi giorni.. L’ex compagna, costituitasi parte civile, ha deciso di portare il caso davanti ai giudici dopo aver denunciato i fatti ai Carabinieri.. La difesa punta ora a ridimensionare le accuse, sostenendo che le lesioni non siano frutto di un intento violento ma di eventi fortuiti.

Il processo si avvia verso la fase conclusiva.. Dopo la presentazione delle memorie e le discussioni in aula, il calendario giudiziario ha fissato la data del 19 maggio per le repliche finali.. In quella giornata, il Tribunale emetterà il verdetto che decreterà le sorti del giovane imputato, valutando la solidità delle prove fornite contro la tesi difensiva.

L’attenzione mediatica su questo caso sottolinea quanto la protezione dei soggetti più fragili all’interno delle mura domestiche sia una priorità sociale, rendendo necessaria una risposta giudiziaria capace di bilanciare fermezza nel punire e protezione delle vittime.

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