I 400 anni del Santissimo Crocifisso di Monreale: svelato il logo ufficiale

C’è aria di grande attesa a Monreale. Mentre nell’aria si sente ancora quel profumo di incenso un po’ stantio che aleggia sempre vicino alle vecchie parrocchie, la cittadina si prepara a un traguardo mica da ridere: il quarto centenario del Santissimo Crocifisso. È una roba storica, dal 1626, pensa un po’ che intreccio di generazioni. La Parrocchia Santa Maria Nuova – il Santuario, per intenderci – ha voluto fare le cose per bene, lanciando un concorso per trovare il logo giusto per questo anno giubilare. O forse volevano solo un modo per fermare il tempo su carta, chissà.
Alla fine, il verdetto è arrivato. La commissione ha scelto un progetto firmato a quattro mani — o meglio, otto, visto che gli autori sono Pietro Li Manni, Carmelo La Mantia, Salvatore Renda e Mauro Gulì. Hanno tirato fuori un lavoro che mischia il sacro con un linguaggio visivo molto attuale. Non è il solito logo vecchio stile, ecco. L’idea ruota attorno a tre concetti: Croce, Umanità e Speranza. Un po’ accademico come approccio, ma visivamente funziona.
Al centro di tutto c’è proprio Lui, il Crocifisso, avvolto in un vortice dinamico. Mi dicono che il movimento debba rappresentare la protezione costante di Cristo verso i monrealesi. Sai, quelle braccia aperte che, al di là del sacrificio teologico, sembrano quasi voler tirare dentro tutti, un abbraccio universale. È un bel messaggio, anche per chi non è proprio praticante, forse.
Ci sono pure dei richiami floreali nel disegno. Servono a ricordare la festa del 3 maggio, che poi è un momento clou per la città. Mi chiedo se riusciranno a mantenere questo slancio per tutto l’anno — la burocrazia parrocchiale a volte mangia l’entusiasmo, ma speriamo di no. O forse sì? Comunque, il logo c’è e deve accompagnare ogni singolo evento in programma da qui in avanti. È un modo per dire: guardate al futuro, ma non dimenticate le radici.
La cosa interessante è che Misryoum ha seguito la vicenda fin dall’inizio, osservando come una comunità cerchi di attualizzare una devozione lunga quattro secoli.
Speriamo che il logo aiuti a dare una scossa al calendario delle celebrazioni. A volte servono simboli forti per non restare intrappolati nel passato, e questo progetto cerca di farlo senza troppi fronzoli. Vedremo come verrà accolto dalla gente durante le processioni, quando la piazza sarà piena e il sole batterà forte sulle pietre del Duomo.